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La vicenda dei precari dell’insegnamento è
giunta ad un punto tale per il quale non esistono più parole.
Non lo sconcerto, non la riprovazione, non l’indignazione. E’
come se le parole, pur se cariche di significato, segnassero la
loro impotenza a giudicare.
Non si può dire più nulla: ogni giudizio è di fatto inferiore
alla realtà. Una realtà che ha perso anche la possibilità di
essere raccontata. Dopo l’ultima (?) follia che ha modificato
per l’ennesima volta i criteri per i punteggi di chi intende
collocarsi nelle graduatorie, la Gilda ha deciso di ricorrere ai
ricorsi. Lasciamo al comunicato del Coordinatore nazionale
l’onere di spiegare l’ennesima, tragica, grottesca puntata. Che
tuttavia non ci convince. A questo punto, riesce difficile non
pensare che dietro a tutto ci sia un disegno perverso, ma
lucido.
Modificare le regole di assunzione del personale docente e
magari affidare ai Dirigenti il “carico” di districare questi
ingranaggi e assumere direttamente il personale. A questo punto,
diventerebbe quasi un sollievo per tutti. Anche per i precari.
O, no? |
Precari della scuola si
ricomincia daccapo.
La lotteria dei punteggi: una vergogna nazionale. La Gilda prepara
ricorsi.
di Alessandro Ameli
Le
modifiche apportate dal Parlamento in sede di conversione del
Decreto legge costringono tutti precari di terza fascia a
ripresentare, a distanza di pochi giorni, la domanda e a riscrivere
nuovamente complicatissimi modelli; un accanimento burocratico,
incivile, iniquo e con effetti retroattivi contro il quale la GILDA
presenterà ricorsi collettivi.
Dopo l’annosa vicenda che aveva visto rifare più volte le
graduatorie dei docenti precari, a seguito di numerose bocciature da
parte dei TAR delle tabelle di punteggio predisposte dal Ministero
dell’Istruzione, l’incredibile odissea dei precari della scuola
continua con una nuova puntata.
Entro il 21 maggio scorso migliaia di precari avevano dovuto
presentare le proprie domande in base ad un Decreto legge varato dal
Governo, ora – in sede di conversione legge – il Parlamento ha
apportato delle forti modifiche per cui entro il prossimo 14 giugno
i precari sono nuovamente in corsa per ripresentare le domande.
Del tutto inopinatamente è stata votata infatti una norma (con
valore retroattivo) che raddoppia i punteggi per i servizi prestati
“nelle scuole di montagna”, considerando come tali tutte quelle
scuole che abbiano almeno un edificio situato sopra i 600 metri (in
pratica gran parte del territorio nazionale).
L’effetto pratico consisterà in un totale sconvolgimento delle
graduatorie che porterà i docenti che hanno lavorato in pianura a
trovarsi retrocessi nelle graduatorie per l’assunzione in ruolo e
per l’assegnazione delle supplenze temporanee.
Un’insperata fortuna per chi ha lavorato nelle scuole privilegiate e
la disperazione per chi si troverà retrocesso nelle graduatorie solo
per aver insegnato in una scuola al livello del mare.
La GILDA degli insegnanti di fronte a simili palesi ingiustizie ha
già incaricato il proprio studio legale di predisporre un ricorso
collettivo nazionale contro le nuove tabelle di valutazione.
Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli
Roma, 9 giugno 2004
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