 
Il
Bandolo di Arianna *
Assenza ingiustificata
di Libero Tassella
L’assenza
ingiustificata dall’anno scolastico 2000/2001 rientra nelle competenze
del dirigente scolastico per effetto del decentramento scolastico di cui
all’art. 14 del DPR n. 275 dell’8.3.1999. Qualora accertata, l’assenza
ingiustificata, previo apposito provvedimento formale, comporta non solo
la perdita della retribuzione (1/30 per ogni giorno), ma anche la
perdita dell’anzianità pensionistica, previdenziale, di carriera e a
ogni altro fine (ferie e tredicesima mensilità), come l’aspettativa per
motivi di famiglia, salvo un eventuale procedimento disciplinare ovvero
una denuncia penale a seconda del caso concreto.
Di fronte ad un’assenza ingiustificata, il dirigente scolastico contesta
l’assenza al docente, valuta le eventuali giustificazioni con le
necessarie documentazioni che il docente dovrà presentare entro 5 giorni
dalla contestazione e infine emana il relativo provvedimento di assenza
ingiustificata che deve essere ampiamente motivato. Affinché il decreto
di assenza ingiustificata produca i suoi effetti economici, esso dovrà
essere comunicato alla Direzione Provinciale del Tesoro per gli
adempimenti di competenza ai sensi dell’art. 9 comma 1 e dell’art. 10
comma 2 lettera a) del DPR 20.2.1998 n. 38.
Un’assenza ingiustificata, prolungata oltre certi limiti temporali e
posta in essere con determinate modalità o affermazioni da cui si evinca
la volontà del docente di abbandonare il servizio, dà luogo alla
procedura della decadenza ( D.lgs .297/1994 artt. 551 e 604 che rinvia
all’art. 127 lettera c) del DPR 10.1.1957 n. 3.
* Questa è solo una parte della Rubrica "Scuola &
Scuola" che Libero Tassella tiene sul nostro sito (www.gildains.it):
aggiornata quotidianamente, è uno strumento prezioso, da consultare con la
stessa frequenza con cui viene curata.
Frammenti
Outsourcing
di Stefano
Borgarelli
Prendiamo
un fatto della storia italiana (il delitto Matteotti), e una definizione
(quella di outsourcing).
Prima il fatto.
Dopo aver denunciato le violenze che avevano alterato i risultati
elettorali del ’24, il deputato socialista Giacomo Matteotti fu rapito e
ucciso da una squadraccia fascista, le cui intenzioni lo stesso
Mussolini conosceva: “(…) mai così evidenti erano risultate le
connivenze delle forze dell’ordine, che avevano il compito specifico di
difendere l’incolumità dei cittadini, con la violenza illegale promossa
dal fascismo.” (De Bernardi 2001). Ne seguì una crisi, da cui il
fascismo trasse il massimo vantaggio politico.
Ora la definizione. Il neologismo economico outsourcing indica
"l'appalto di lavoro a fonti esterne alla compagnia o al settore". Negli
anni ’90, la Nike impiegava bambini in condizioni lavorative che
mettevano in pericolo la loro salute. Philip Knight – amministratore
della Nike – affermò allora che la sua compagnia non ne era responsabile
(le violazioni erano state commesse dai subappaltatori). Anche le
violazioni civili e politiche sono subappaltate in tutto il mondo. Una
storia pubblicata sul “Newsday” citava un ex funzionario della
CIA che, descrivendo un prigioniero trasferito da Guantanamo Bay
all'Egitto (paese alleato con tortura in appalto), disse:
"All'improvviso gli strapparono le unghie e lui ha cominciato a dire
delle cose." Secondo Neve Gordon, che insegna Politica e diritti umani
alla Ben Gurion University di Israele, l'outsourcing è
“impiegato come strategia per aiutare chi esegue materialmente le
violazioni ad evitare la responsabilità per le violazioni autorizzate.
Esso aiuta anche l'aggressore a mantenere un'aura di rispettabilità agli
occhi del pubblico. Non sono gli Stati Uniti che torturano i sospetti
appartenenti ad Al Qaeda, lo fa l'Egitto”. (“Strategic abuses:
outsourcing human rights abuses”,
http://www.zmag.org/Italy/gordon-abusistrategici.htm).
Infine, un modesto esercizio di revisione (storica). Se il delitto
Matteotti appare già postmoderno per il ricorso all’outsourcing
(la squadraccia), ancora “fascistissima” – in sostanza arretrata – ci
sembra la preoccupazione dimostrata da Mussolini nel suo discorso alla
Camera del 25 gennaio 1925 (“Se il fascismo è stato una associazione a
delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere…”). E’
già una bella soddisfazione però – non si vorrà negarlo – constatare
come il duce praticasse (sia pure in modo intuitivo, pratico) quella
specifica forma d’appalto, che nel mondo globale sarebbe stata
codificata per risolvere i problemi più scottanti in cui incappano
(fragili come sono) le grandi democrazie.
Stefano Borgarelli
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