Giugno 2004

     

Il Bandolo di Arianna *

Assenza ingiustificata

di Libero Tassella


L’assenza ingiustificata dall’anno scolastico 2000/2001 rientra nelle competenze del dirigente scolastico per effetto del decentramento scolastico di cui all’art. 14 del DPR n. 275 dell’8.3.1999. Qualora accertata, l’assenza ingiustificata, previo apposito provvedimento formale, comporta non solo la perdita della retribuzione (1/30 per ogni giorno), ma anche la perdita dell’anzianità pensionistica, previdenziale, di carriera e a ogni altro fine (ferie e tredicesima mensilità), come l’aspettativa per motivi di famiglia, salvo un eventuale procedimento disciplinare ovvero una denuncia penale a seconda del caso concreto.


Di fronte ad un’assenza ingiustificata, il dirigente scolastico contesta l’assenza al docente, valuta le eventuali giustificazioni con le necessarie documentazioni che il docente dovrà presentare entro 5 giorni dalla contestazione e infine emana il relativo provvedimento di assenza ingiustificata che deve essere ampiamente motivato. Affinché il decreto di assenza ingiustificata produca i suoi effetti economici, esso dovrà essere comunicato alla Direzione Provinciale del Tesoro per gli adempimenti di competenza ai sensi dell’art. 9 comma 1 e dell’art. 10 comma 2 lettera a) del DPR 20.2.1998 n. 38.


Un’assenza ingiustificata, prolungata oltre certi limiti temporali e posta in essere con determinate modalità o affermazioni da cui si evinca la volontà del docente di abbandonare il servizio, dà luogo alla procedura della decadenza ( D.lgs .297/1994 artt. 551 e 604 che rinvia all’art. 127 lettera c) del DPR 10.1.1957 n. 3.


 

* Questa è solo una parte della Rubrica "Scuola & Scuola" che Libero Tassella tiene sul nostro sito (www.gildains.it): aggiornata quotidianamente, è uno strumento prezioso, da consultare con la stessa frequenza con cui viene curata.

 


 

Frammenti
Outsourcing

di Stefano Borgarelli

Prendiamo un fatto della storia italiana (il delitto Matteotti), e una definizione (quella di outsourcing).

 

Prima il fatto. Dopo aver denunciato le violenze che avevano alterato i risultati elettorali del ’24, il deputato socialista Giacomo Matteotti fu rapito e ucciso da una squadraccia fascista, le cui intenzioni lo stesso Mussolini conosceva: “(…) mai così evidenti erano risultate le connivenze delle forze dell’ordine, che avevano il compito specifico di difendere l’incolumità dei cittadini, con la violenza illegale promossa dal fascismo.” (De Bernardi 2001). Ne seguì una crisi, da cui il fascismo trasse il massimo vantaggio politico.


Ora la definizione. Il neologismo economico outsourcing indica "l'appalto di lavoro a fonti esterne alla compagnia o al settore". Negli anni ’90, la Nike impiegava bambini in condizioni lavorative che mettevano in pericolo la loro salute. Philip Knight – amministratore della Nike – affermò allora che la sua compagnia non ne era responsabile (le violazioni erano state commesse dai subappaltatori). Anche le violazioni civili e politiche sono subappaltate in tutto il mondo. Una storia pubblicata sul “Newsday” citava un ex funzionario della CIA che, descrivendo un prigioniero trasferito da Guantanamo Bay all'Egitto (paese alleato con tortura in appalto), disse: "All'improvviso gli strapparono le unghie e lui ha cominciato a dire delle cose." Secondo Neve Gordon, che insegna Politica e diritti umani alla Ben Gurion University di Israele, l'outsourcing è “impiegato come strategia per aiutare chi esegue materialmente le violazioni ad evitare la responsabilità per le violazioni autorizzate. Esso aiuta anche l'aggressore a mantenere un'aura di rispettabilità agli occhi del pubblico. Non sono gli Stati Uniti che torturano i sospetti appartenenti ad Al Qaeda, lo fa l'Egitto”. (“Strategic abuses: outsourcing human rights abuses”, http://www.zmag.org/Italy/gordon-abusistrategici.htm).

Infine, un modesto esercizio di revisione (storica). Se il delitto Matteotti appare già postmoderno per il ricorso all’outsourcing (la squadraccia), ancora “fascistissima” – in sostanza arretrata – ci sembra la preoccupazione dimostrata da Mussolini nel suo discorso alla Camera del 25 gennaio 1925 (“Se il fascismo è stato una associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere…”). E’ già una bella soddisfazione però – non si vorrà negarlo – constatare come il duce praticasse (sia pure in modo intuitivo, pratico) quella specifica forma d’appalto, che nel mondo globale sarebbe stata codificata per risolvere i problemi più scottanti in cui incappano (fragili come sono) le grandi democrazie.


Stefano Borgarelli

 

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