Febbraio
2005
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MENSILE DELLA
FEDERAZIONE GILDA-UNAMS |
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Come
tutti ricorderanno, l'immagine del mosaico era cara al ministro
Berlinguer, il quale assimilava, spesso e volentieri, la sua
Riforma (la legge 30 ora abrogata) a questa particolare forma
d'arte. Evitiamo la facile ironia sulla autocertificazione di
“artista” che il ministro attribuiva a se stesso e di “opera
d'arte” assegnata alla sua legge; proviamo invece ad utilizzare
la stessa metafora, intesa in un senso differente, riferita,
cioè, ad un progetto che rivela le parti che lo compongono con
studiata lentezza, non tanto per aumentare lo stupore e la
meraviglia, quanto per ritardare la consapevolezza degli effetti
devastanti che esso sta provocando. Con questo significato,
allora, le due riforme possono essere definite “mosaici” (magari
meglio sarebbe non scomodare questa nobile forma artistica e
ripiegare sulla più acconcia e adeguata immagine di patch-work)
perché anche la Riforma Moratti sta rivelando tutti i frammenti
del proprio progetto. Riforma della Secondaria di II grado,
alternanza scuola-lavoro; diritto-dovere all'istruzione; nuovi
organi collegiali della Scuola. Un fuoco di fila di novità che
completano e rivelano il progetto della Nuova Scuola.
Analizziamo in questo numero tutte queste novità, presentando
anche le valutazioni che la Gilda ha formulato. [leggi]
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Riforma delle
superiori
Il
19 Gennaio 2004, è stata finalmente presentata la bozza sulla
secondaria di II grado che si trova sul nostro sito. Rispetto
alla bozza ufficiosa, di cui avevamo già dato conto nel numero
di Gennaio di “Professione docente”, i cambiamenti si
riscontrano in alcuni quadri orario e in alcune discipline.
Cominciamo con il pubblicare, in questo numero, le prime
descrizioni commentate dei licei cosiddetti “tecnici”, e le
prime schede comparative (pag. 4 e
12). Sul nostro sito sono presenti le
schede esplicative della fisionomia di tutti i nuovi licei e
comparative con i vecchi ordinamenti. Ecco, in sintesi, le
osservazioni che la Gilda ha proposto sia nei comunicati
ufficiali che nel documento di analisi, tutti presenti sul
nostro sito.
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La nuova
proposta sugli Organi collegiali della Scuola
è stata accolta
dalla VII Commissione della camera.
ORGANI
COLLEGIALI: UN RESTYLING?
Disegna
effettivamente un nuovo governo delle scuole?
In questo
articolo, i punti salienti.
di Serafina
Gnech
Più
di trent’anni sono passati da quando gli organi collegiali sono
entrati nella scuola, almeno sette da quando si è ricominciato a
discuterne. Varie proposte di legge giacciono negli archivi del
parlamento, di vario tipo e diverso marchio politico, tutte con
il loro corredo di proposte, contro-proposte, emendamenti vari.
Proposte incagliate nelle secche di una riforma lenta, faticosa,
stancante. E tutte hanno la loro etichetta. Anzi, non una, ma
molte e di diversa provenienza. Spicca fra le altre l’etichetta
confindustriale (abbasso l’assemblearismo!), divenuta sempre più
vistosa ed ingombrante con il passare degli anni, e poi c’è
quella sindacale, anzi, quelle sindacali: la rossa cigiellina,
ovviamente in testa; e a rimorchio, più sbiadite, ma pur sempre
leggibili, la cislina, la uilllina. In coda – mai a tinta unita
– la snalsina. E poi ci sono le etichette giornalistiche, con
Panebianco in questo caso in testa.
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Audizioni
Analisi, commenti, giudizi della Gilda
nelle audizioni al Parlamento
Insieme
con la bozza di decreto sulla secondaria di II grado, sono stati
presentati, in un susseguirsi di efficienza produttiva, anche
altri due tasselli della Legge 53/2004: la bozza di decreto sul
diritto/dovere all’istruzione e sull’alternanza scuola/lavoro.
Invitata a due audizioni al Senato (20 /01/05) e alla Camera
(25/01/05) la Gilda, con due delegazioni guidate dal
Coordinatore nazionale, ha espresso questi rilievi. Premessa per
entrambe le valutazioni la riconferma della contrarietà della
Gilda degli Insegnanti all’impianto complessivo della Riforma
Moratti (L. 53/03) e la ferma intenzione di operare in tutte le
sedi istituzionali per una sua totale ridefinizione, non esclusa
quella del referendum popolare abrogativo di tutta la Legge o di
significative parti di essa, si esprimono nel merito
osservazioni sugli schemi di decreto relativi all’ alternanza
scuola/lavoro e al diritto dovere.
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I licei tecnici
Analisi delle fisionomie dei licei
tecnici, cioè economico e tecnologico.
di Riccardo
Princi
I
due licei tecnologico ed economico, così come so-no stati disegnati
dallo schema di decreto legisla-tivo, sono ben lontani dal garantire
un’offerta forma-tiva di tipo professionaliz-zante. Sono
semplicemente dei surrogati di liceo classico-scientifico, di cui il
sistema istruzione non sentiva certo il bisogno. Ma vediamo di
capire il perché, analizzando gli articoli della bozza di Decreto
sulla Secondaria di II grado che si trova sul
nostro sito.
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Di risparmio in
risparmio… (… si arrivò anche alle supplenze nella primaria)
Ecco come la Finanziaria 2005, raschiando il fondo del barile, è
intervenuta anche nelle supplenze della primaria.
di Maria Varisco
E’
davvero preoccu-pante lo scenario che si prospetta per il prossimo
anno, sulla scia di quanto pre-vede la Finanziaria 2005. Nelle
finanziarie precedenti veni-vano previste risorse, magari
insufficienti, ma che potevano comunque essere integrate in
relazione alle esigenze dell’Istituzione scolastica. D’ora in poi
non sarà più così.
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Nei
giorni scorsi il senatore Giuseppe Valditara (A.N., membro, tra le
altre, della VII Commissione permanente del Senato: Istruzione
pubblica, Beni culturali) ha affidato alla stampa l’anteprima di una
sua proposta per una soluzione del problema del precariato. Si
tratterebbe - così come lo stesso senatore
dichiarato al Secolo d’Italia,
il 25 Gennaio 2005 - di proporre "l'assunzione di 90000 precari e di
portare a termine il piano di assunzione di altri 110000 docenti in
pochi anni. In cambio, vi sarebbe una “dilazione” sulle
ricostruzioni delle carriere che verrebbero rinviate di cinque anni,
mentre rimarrebbe inalterata, dopo i primi tre anni, la relativa
personale carriera e il tfr maturato nel frattempo". Inutile dire
che questa ipotesi ha scosso profondamente il mondo del precariato,
suscitando reazioni opposte.
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La proposta non è una
panacea, ma occorre valutarla
Ho letto l'intervento di Valditara su Italia oggi e vorrei proporre
una riflessione: mi pare che per il piano triennale, tra l'altro
previsto a fine gennaio, non ci siano molti spazi. Certo, magari
faranno qualche immissione in ruolo con la ricostruzione della
carriera, ma non credo che questo possa dare una svolta al problema
dei precari... Ormai ci siamo abituati da tempo, da Destra come da
Sinistra ai tagli che, in un modo o nell'altro, falcidiano, per
esigenze di bilancio, le risorse destinate alla scuola che, sempre,
nonostante i proclami è stata ed è (forse lo sarà) la cenerentola
dei "disegni politici italiani".
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Valditara come il
pifferaio magico di Hameln? La c.d. Valditara non è seria !
Fermiamoci
un istante e ragioniamo sui fatti. Non esiste una proposta o
un’ipotesi scritta Valditara. Stiamo ragionando (?) su un articolo
di giornale nemmeno ripreso dai maggiori quotidiani. Valditara non è
il Governo, non è Moratti, non è nemmeno il suo partito. La c.d.
proposta Valditara nei contenuti non è seria. Ha ZERO possibilità di
essere accettata dai sindacati che rappresentano i colleghi di
ruolo. Se lo facessero precluderebbero qualsiasi possibilità di
aumenti – per i loro rappresentati - in occasione dei rinnovi
contrattuali per i prossimi anni. I tempi della c.d. proposta
Valditara parlano del 2006! Saremo in situazione di elezioni. Che
serietà ha una promessa oggi per allora? Pochi, maledetti e –
soprattutto - non subito? In cambio di nostri diritti attuali! Una
specie di resa senza condizioni. Perché?
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Ma
l'opposizione dice:
“Lavoriamo insieme per
l’ attuazione della L. 143/2004”
Intervista
all'onorevole Alba Sasso (DS)
“E’ una
scorciatoia che divide e che fa presa sulla disperazione delle
persone.
Siamo disponibili a lavorare insieme per un piano di attuazione
della Legge 143, che non leda i diritti costituzionali.”
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Rubrica a cura di L. Tassella
La visita fiscale
L’istituzione scolastica o educativa oppure l’amministrazione di
appartenenza o di servizio, in caso di docenti utilizzati o comandati,
può disporre sin dal primo giorno il controllo della malattia tramite l’ASL
competente, ai sensi delle vigenti disposizioni di Legge. Il controllo
non è disposto se il docente è ricoverato in strutture ospedaliere,
pubbliche o private. L’art. 49 del CCNL 26 maggio '99, ha
trasformato quello che risultava come un obbligo dell’Amministrazione in
un’iniziativa rimessa alla discrezione del dirigente, che “può disporre”
la visita fiscale.
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Lotteria della
riforma. Il Liceo Economico
di Riccardo Princi
Il
Liceo Economico previsto dal decreto sul secondo ciclo è uno dei tre
licei che sarà articolato in indirizzi: istituzionale e aziendale.
Tanti sono gli istituti tecnici previsti dall'ordinamento attuale
che dovrebbero trasformarsi in liceo economico: ragioneria (compreso
IGEA), periti aziendali (compreso ERICA), turistici (compreso ITER)
ecc. In questa scheda operiamo il confronto tra il nuovo liceo
economico-istituzionale e il corso IGEA per ragionieri e tra il
nuovo liceo economico-aziendale e l'istituto tecnico per il turismo
corso ITER.
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Si è svolto a Roma, presso il Centro Cavour,
nei giorni 17 e 18 Gennaio 2005, un convegno di formazione
residenziale per dirigenti Gilda, deliberato dalla DN su progetto
del Dipartimento “Formazione quadri”. Aperto dal coordinatore
nazionale, Alessandro Ameli, e dal responsabile del Dipartimento
“Formazione quadri”, nonché tesoriere nazionale, Alessio Alba, il
seminario è terminato con le conclusioni del coordinatore nazionale.
Quattro gli autorevoli relatori, che in due giorni hanno informato i
partecipanti sugli aspetti fondamentali della contrattazione e sui
nuovi principi legislativi, dialogando anche con tutti gli
intervenuti in un dibattito vivace e proficuo. Ecco i contenuti
fondamentali dei quattro interventi.
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