I licei tecnici
Analisi delle fisionomie dei licei tecnici, cioè economico e
tecnologico. Nella nuova veste, non garantiscono un’offerta
formativa professionalizzante, pur perdendo il carattere di
generalità del liceo tradizionale.
di Riccardo Princi
I
due licei tecnologico ed economico, così come sono stati disegnati
dallo schema di decreto legislativo, sono ben lontani dal garantire
un’offerta formativa di tipo professionalizzante. Sono semplicemente
dei surrogati di liceo classico-scientifico, di cui il sistema
istruzione non sentiva certo il bisogno. Ma vediamo di capire il
perché, analizzando gli articoli della
bozza di Decreto sulla Secondaria di II grado che si trova sul
nostro sito (www.gildains.it).
Art. 6 – Liceo Economico. Nel primo biennio, per questo tipo
di liceo, si passa dalle 36 ore (quelle ad esempio di un Istituto
Tecnico commerciale attuale), alle 27 ore settimanali (30 se si
considerano le ore opzionali obbligatorie), mentre nel secondo
biennio e nel quinto anno, l’orario si attesta rispettivamente a 33,
30 ore settimanali (36, 33 se si considera la quota di opzionali
facoltative), rispetto alle 34-35 dell’attuale ordinamento. Meno ore
complessivamente, ma anche meno ore destinate alle discipline
professionalizzanti. Viene introdotto lo studio della filosofia e
dell’arte (??) e sparisce trattamento testi. Ma l’aspetto eclatante
è rappresentato dal fatto che l’economia aziendale, materia
caratterizzante di questo tipo di percorso, passa da 30 ore
complessive nel triennio a 9 ore, con una perdita secca di 21 ore.
E’ vero che, probabilmente, parte di queste ore saranno recuperate
negli approfondimenti obbligatori d’indirizzo, ma è altrettanto vero
che, in questo modo, l’indirizzo perderà gran parte dei suoi
contenuti caratterizzanti e professionalizzanti.
Art. 10 – Liceo Tecnologico. Nel primo biennio, per il liceo
tecnologico, si ha, rispetto agli ITI attuali, una perdita secca di
6 ore settimanali (30 contro le attuali 36). Per il secondo biennio
e per il quinto anno, le ore risultano 36 come le attuali, solo se
si considerano anche quelle opzionali facoltative. Ma il
mantenimento a 36 del monte ore complessivo degli ultimi tre anni,
non deve trarre in inganno, infatti se si considera il quadro orario
presente nel “documento di lavoro”, ci si rende conto che è stato
operato un travaso di ore dalle discipline professionalizzanti a
quelle di carattere generale. Viene introdotta la seconda lingua e
il monte ore destinato alle discipline di indirizzo è di 44 ore
settimanali complessive (53 se si considerano anche le ore di
attività facoltative). In un istituto tecnico ad indirizzo meccanico
dell’attuale ordinamento, le ore settimanali destinate nel triennio
alle discipline professionalizzanti sono 62, quindi si assiste ad
una riduzione di circa il 29% (15% se si considerano le ore
facoltative) del monte ore destinato alle discipline d’indirizzo.
Alla riduzione oraria dei contenuti disciplinari
professionalizzanti, si accompagna anche la genericità dei contenuti
disciplinari stessi. Vengono introdotte materie quali ad esempio
“Gestione del progetto” e “Teoria dei processi tecnologici”, che per
la loro genericità non sono in grado di contribuire alla definizione
di un profilo professionale univoco.

In pratica, i licei tecnologico ed economico così strutturati, non
saranno in grado di formare quelle professionalità richieste dal
settore produttivo e non risponderanno nemmeno alle aspettative
dell’utenza (che nella stragrande maggioranza dei casi è orientata
verso il conseguimento di un titolo di studio “definitivo” in 8+5
anni), ma saranno dei licei veri e propri, che richiedono, per il
completamento del percorso formativo, l’ulteriore prosecuzione negli
studi universitari o nella formazione tecnica superiore.
Riccardo Princi
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