Febbraio 2005

   

I licei tecnici
Analisi delle fisionomie dei licei tecnici, cioè economico e tecnologico. Nella nuova veste, non garantiscono un’offerta formativa professionalizzante, pur perdendo il carattere di generalità del liceo tradizionale.

di Riccardo Princi

I due licei tecnologico ed economico, così come sono stati disegnati dallo schema di decreto legislativo, sono ben lontani dal garantire un’offerta formativa di tipo professionalizzante. Sono semplicemente dei surrogati di liceo classico-scientifico, di cui il sistema istruzione non sentiva certo il bisogno. Ma vediamo di capire il perché, analizzando gli articoli della bozza di Decreto sulla Secondaria di II grado che si trova sul nostro sito (www.gildains.it).

Art. 6 – Liceo Economico. Nel primo biennio, per questo tipo di liceo, si passa dalle 36 ore (quelle ad esempio di un Istituto Tecnico commerciale attuale), alle 27 ore settimanali (30 se si considerano le ore opzionali obbligatorie), mentre nel secondo biennio e nel quinto anno, l’orario si attesta rispettivamente a 33, 30 ore settimanali (36, 33 se si considera la quota di opzionali facoltative), rispetto alle 34-35 dell’attuale ordinamento. Meno ore complessivamente, ma anche meno ore destinate alle discipline professionalizzanti. Viene introdotto lo studio della filosofia e dell’arte (??) e sparisce trattamento testi. Ma l’aspetto eclatante è rappresentato dal fatto che l’economia aziendale, materia caratterizzante di questo tipo di percorso, passa da 30 ore complessive nel triennio a 9 ore, con una perdita secca di 21 ore. E’ vero che, probabilmente, parte di queste ore saranno recuperate negli approfondimenti obbligatori d’indirizzo, ma è altrettanto vero che, in questo modo, l’indirizzo perderà gran parte dei suoi contenuti caratterizzanti e professionalizzanti.

Art. 10 – Liceo Tecnologico. Nel primo biennio, per il liceo tecnologico, si ha, rispetto agli ITI attuali, una perdita secca di 6 ore settimanali (30 contro le attuali 36). Per il secondo biennio e per il quinto anno, le ore risultano 36 come le attuali, solo se si considerano anche quelle opzionali facoltative. Ma il mantenimento a 36 del monte ore complessivo degli ultimi tre anni, non deve trarre in inganno, infatti se si considera il quadro orario presente nel “documento di lavoro”, ci si rende conto che è stato operato un travaso di ore dalle discipline professionalizzanti a quelle di carattere generale. Viene introdotta la seconda lingua e il monte ore destinato alle discipline di indirizzo è di 44 ore settimanali complessive (53 se si considerano anche le ore di attività facoltative). In un istituto tecnico ad indirizzo meccanico dell’attuale ordinamento, le ore settimanali destinate nel triennio alle discipline professionalizzanti sono 62, quindi si assiste ad una riduzione di circa il 29% (15% se si considerano le ore facoltative) del monte ore destinato alle discipline d’indirizzo. Alla riduzione oraria dei contenuti disciplinari professionalizzanti, si accompagna anche la genericità dei contenuti disciplinari stessi. Vengono introdotte materie quali ad esempio “Gestione del progetto” e “Teoria dei processi tecnologici”, che per la loro genericità non sono in grado di contribuire alla definizione di un profilo professionale univoco.

 


In pratica, i licei tecnologico ed economico così strutturati, non saranno in grado di formare quelle professionalità richieste dal settore produttivo e non risponderanno nemmeno alle aspettative dell’utenza (che nella stragrande maggioranza dei casi è orientata verso il conseguimento di un titolo di studio “definitivo” in 8+5 anni), ma saranno dei licei veri e propri, che richiedono, per il completamento del percorso formativo, l’ulteriore prosecuzione negli studi universitari o nella formazione tecnica superiore.


Riccardo Princi

 


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