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giorni scorsi il senatore Giuseppe Valditara (A.N., membro, tra le
altre, della VII Commissione permanente del Senato: Istruzione pubblica,
Beni culturali) ha affidato alla stampa l’anteprima di una sua proposta
per una soluzione del problema del precariato. Si tratterebbe - così
come lo stesso senatore ha
dichiarato al Secolo d’Italia, il 25 Gennaio 2005 - di proporre
“l'assunzione di 90000 precari e di portare a termine il piano di
assunzione di altri 110000 docenti in pochi anni. In cambio, vi sarebbe
una “dilazione” sulle ricostruzioni delle carriere che verrebbero
rinviate di cinque anni, mentre rimarrebbe inalterata, dopo i primi tre
anni, la relativa personale carriera e il tfr maturato nel frattempo”.
Inutile dire che questa ipotesi ha scosso profondamente il mondo del
precariato, suscitando reazioni opposte. Pronta attenzione o decisa
avversione. D’ altronde, non bisogna dimenticare che il contesto a cui
si riferisce la proposta non gode di quella che potremmo definire
“tranquillità esistenziale”. La vita del precario – non occorre
sottolinearlo - è colma di disagi, incertezze professionali e personali.
Priva anche delle sicurezze più fondamentali, come quella relativa al
proprio punteggio in graduatoria, che la storia recente ha visto
affidare a regole stravaganti e bizzarre. Naturale, quindi, l’animazione
che si è creata.
Tuttavia, la Gilda, che segue con considerazione e con tutela sindacale
questi colleghi, ha colto, da segnali diversi e plurimi, un’attenzione e
un interesse a cui era necessario fornire elementi di approfondimento.
Per questo, si è fatta promotrice di un
incontro tra il senatore
Valditara e i precari.
In quell’ occasione (in cui verranno anche anticipati i contenuti del
Libro bianco sul Precariato, a cura di Antonio Antonazzo, responsabile
nazionale per i precari, per la Gilda), si potranno - volendo - chiarire
i termini della questione e affrontare anche tutti i ragionevoli dubbi
che quell’ipotesi ha suscitato e che sono sintetizzati nell’ intervista
che l’ onorevole Alba Sasso (DS), ha rilasciato a “ Professione
docente”.
L’auspicio di tutti è che questo incontro sia produttivo per i colleghi
interessati e sia di stimolo al parlamentare perché la sua proposta
assuma la formalizzazione necessaria alla praticabilità legislativa,
condizione, quest’ ultima, essenziale per ogni disamina riflessiva.

La
proposta non è una panacea, ma occorre valutarla
Ho letto l'intervento di Valditara su Italia oggi e vorrei proporre una
riflessione: mi pare che per il piano triennale, tra l'altro previsto a
fine gennaio, non ci siano molti spazi. Certo, magari faranno qualche
immissione in ruolo con la ricostruzione della carriera, ma non credo
che questo possa dare una svolta al problema dei precari...
Ormai ci siamo abituati da tempo, da Destra come da Sinistra ai tagli
che, in un modo o nell'altro, falcidiano, per esigenze di bilancio, le
risorse destinate alla scuola che, sempre, nonostante i proclami è stata
ed è (forse lo sarà) la cenerentola dei "disegni politici italiani".
Valditara cosa fa? Propone una soluzione, magari ampiamente discutibile,
del problema del precariato: immettere in ruolo 90.000 persone col
blocco della ricostruzione della carriera (un blocco temporaneo, non
eterno, attenzione!). E giù botte, frustate, sberleffi e pernacchie...
Ok, ok, lo stipendio risulterà ridotto, ma sempre uguale a quello che
percepiamo, come supplenti annuali, finora. La differenza sarà di
evitare i continui e penosi bivacchi estivi nei csa, le interminabili
file nei sindacati per il rinnovo della domanda, le domande di
disoccupazione e cose varie. Certo, lo stato ci guadagna, ma non pare
che lo stato si sia fatto grossi problemi finora nel bloccare le
immissioni in ruolo a data da definirsi, ricorrendo ad un esercito
precario o nello stravolgere il sistema di reclutamento lasciando al
palo tante persone che non ce l'hanno fatta per un soffio. Ripeto, la
proposta Valditara non è una panacea, ma le prospettive ci spingono a
valutarla.
A chi dice che si tratta di propaganda elettorale io rispondo: ok, sarà
anche così, ma amici, Valditara è un senatore, mica un candidato alle
regionali. Se lui bluffa, peggio per lui.. chi cavolo lo voterebbe in
tal caso? Siamo o no liberi pensatori di sinistra?
Mettiamolo alla prova allora, vediamo o no se ha veramente l'appoggio
della maggioranza, del suo stesso partito e se è solo un mitomane in
cerca di visibilità. Abbiamo dato credito a chiunque, abbiamo gioito e
sofferto in passato, ma siamo ancora qui. Io dico, apriamo gli occhi:
rinunciamo temporaneamente a un nostro diritto, (e questa è una cosa
odiosa)... Ma tra i nostri diritti il primo è quello alla stabilità
occupazionale e alla tranquillità. Poi un domani punteremo i piedi sulla
ricostruzione della carriera. Del resto, due sono le possibilità: vince
la Sinistra che, avendo preso parte attiva nel condannare Valditara,
saprà concederci la ricostruzione immediata della carriera, oppure vince
la Destra che, in quel caso, avendo noi firmato un contratto specifico,
con precisi impegni, non potrà certo negare la ricostruzione della
carriera .... pena mobilitazioni in massa. Attenzione, forse non ci
avete pensato, le mobilitazioni del personale di ruolo sono più
simpatiche per i sindacati, e sono più preoccupanti per lo stato. Allora
discutiamone, senza pregiudizi. Certo, meglio sarebbe stato partire dal
2005, ma ho l'impressione che il blocco della ricostruzione della
carriera vada ad intaccare dei capitoli che solo una legge finanziaria
può incidere (questo per legge, non per capriccio, almeno credo).
(Pietro.
Intervento dal Forum del M.I.I.P.
www.precari.org)
Valditara come il pifferaio magico di Hameln?
La c.d. Valditara non è seria !
Fermiamoci un istante e ragioniamo sui fatti. Non esiste una proposta o
un’ipotesi scritta Valditara. Stiamo ragionando (?) su un articolo di
giornale nemmeno ripreso dai maggiori quotidiani. Valditara non è il
Governo, non è Moratti, non è nemmeno il suo partito. La c.d. proposta
Valditara nei contenuti non è seria. Ha ZERO possibilità di essere
accettata dai sindacati che rappresentano i colleghi di ruolo. Se lo
facessero precluderebbero qualsiasi possibilità di aumenti – per i loro
rappresentati - in occasione dei rinnovi contrattuali per i prossimi
anni. I tempi della c.d. proposta Valditara parlano del 2006! Saremo in
situazione di elezioni. Che serietà ha una promessa oggi per allora?
Pochi, maledetti e – soprattutto - non subito? In cambio di nostri
diritti attuali! Qualcuno scrive: “Assunzioni, precari pronti
all’intesa”. I precari hanno comitati, coordinamenti, movimenti,
associazioni. Non hanno LORO sindacati. D’altronde, i sindacati della
scuola sono deboli perché la categoria è poco sindacalizzata,
individualista (non è una critica), debole oggettivamente (gli scioperi
costano, hanno poche adesioni, non bloccano nessuna produzione o
servizio pubblico). L’ipotetica disponibilità all’intesa è forse
individuale, emotiva e costituisce il riflesso della disagiata
condizione di precarietà. Una specie di resa senza condizioni. Perché?
Cosa possiamo fare? Mantenere fermissime le richieste di fine del
precariato e passaggio in ruolo senza illusioni di svendite e sconti.
Continuare a denunciare la nostra situazione che si ripercuote anche
negativamente sui poveri alunni. Facciamoli parlare, i politici, e
diciamoci – a ragione e strumentalmente – sempre insoddisfatti.
Attacchiamoli sui giornali. Proviamo a fare un fermo comunicato
negativo: non ci vendiamo per un piattino di lenticchie! V.P.
(C.D. Dal
forum della Gilda sul precariato)
Ma
l'opposizione dice: “Lavoriamo insieme per l’ attuazione della L.
143/2004”
Intervista all'onorevole Alba Sasso (DS)
“E’ una scorciatoia che divide e che fa presa
sulla disperazione delle persone.
Siamo disponibili a lavorare insieme per un piano di attuazione della
Legge 143, che non leda i diritti costituzionali.”
Onorevole Sasso, come valuta la proposta del senatore Valditara di
assunzione immediata di 90.000 precari, in cambio della dilazione di 5
anni della ricostruzione della carriera?
E’ indubbio che il problema del precariato rappresenti una dura realtà e
per i docenti coinvolti e per tutto il sistema dell’ istruzione. La
mancanza della continuità didattica mina le garanzie per tutti i
soggetti interessati. Questa proposta è prima di tutto una scorciatoia
rispetto alla Legge 143 che stabilisce un piano triennale di nomine.
Inoltre…
Intanto aspettiamo la formalizzazione dell'ipotesi. Ma a me pare che la
proposta sia anticostituzionale: non possono infatti coesistere soggetti
che abbiano diritti diversi. Inoltre, il risparmio per lo Stato sarebbe
davvero irrisorio. Mi sembra un progetto che divide più che unificare e
che purtroppo fa presa sulla disperazione delle persone, le quali sono
disposte a cedere dei propri diritti, in nome del principio “meglio
questo che niente”. Invece lo Stato ha un obbligo a cui non può
derogare: garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti.
Quale proposta, allora, da parte dell'opposizione?
Noi siamo disponibili a lavorare insieme per la soluzione del problema
del precariato. Siamo disposti a lavorare insieme per attuare il piano
della legge 143/2004. Non dimentichiamo che l'art. 1 bis [1] di quella
legge è stato un nostro emendamento, accolto dal voto parlamentare.
Certo, non possiamo dimenticare che la Finanziaria 2005 non ha messo in
cantiere nulla per l’ attuazione del piano di assunzioni previsto
appunto dalla 143.
Come vede il futuro per questo problema?
Se non si interviene con misure attuabili, il precariato aumenterà in
maniera esponenziale, per questo ribadisco la nostra disponibilità ad un
tavolo di lavoro che verifichi l'attuazione del piano di assunzioni,
secondi principi che non ledano i diritti costituzionali.
[1]
Legge143/04 Art.1-bis.
1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della
ricerca, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e
dell'economia e delle finanze, è adottato, entro il 31 gennaio 2005, nel
rispetto di quanto previsto dal comma 2, un piano pluriennale di nomine
a tempo indeterminato che, nel corso del prossimo triennio, consenta la
copertura dei posti disponibili e vacanti.
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