Febbraio 2005

   

 



Nei giorni scorsi il senatore Giuseppe Valditara (A.N., membro, tra le altre, della VII Commissione permanente del Senato: Istruzione pubblica, Beni culturali) ha affidato alla stampa l’anteprima di una sua proposta per una soluzione del problema del precariato. Si tratterebbe - così come lo stesso senatore ha dichiarato al Secolo d’Italia, il 25 Gennaio 2005 - di proporre “l'assunzione di 90000 precari e di portare a termine il piano di assunzione di altri 110000 docenti in pochi anni. In cambio, vi sarebbe una “dilazione” sulle ricostruzioni delle carriere che verrebbero rinviate di cinque anni, mentre rimarrebbe inalterata, dopo i primi tre anni, la relativa personale carriera e il tfr maturato nel frattempo”. Inutile dire che questa ipotesi ha scosso profondamente il mondo del precariato, suscitando reazioni opposte. Pronta attenzione o decisa avversione. D’ altronde, non bisogna dimenticare che il contesto a cui si riferisce la proposta non gode di quella che potremmo definire “tranquillità esistenziale”. La vita del precario – non occorre sottolinearlo - è colma di disagi, incertezze professionali e personali. Priva anche delle sicurezze più fondamentali, come quella relativa al proprio punteggio in graduatoria, che la storia recente ha visto affidare a regole stravaganti e bizzarre. Naturale, quindi, l’animazione che si è creata.


Tuttavia, la Gilda, che segue con considerazione e con tutela sindacale questi colleghi, ha colto, da segnali diversi e plurimi, un’attenzione e un interesse a cui era necessario fornire elementi di approfondimento. Per questo, si è fatta promotrice di un incontro tra il senatore Valditara e i precari.


In quell’ occasione (in cui verranno anche anticipati i contenuti del Libro bianco sul Precariato, a cura di Antonio Antonazzo, responsabile nazionale per i precari, per la Gilda), si potranno - volendo - chiarire i termini della questione e affrontare anche tutti i ragionevoli dubbi che quell’ipotesi ha suscitato e che sono sintetizzati nell’ intervista che l’ onorevole Alba Sasso (DS), ha rilasciato a “ Professione docente”.


L’auspicio di tutti è che questo incontro sia produttivo per i colleghi interessati e sia di stimolo al parlamentare perché la sua proposta assuma la formalizzazione necessaria alla praticabilità legislativa, condizione, quest’ ultima, essenziale per ogni disamina riflessiva.
 




 

La proposta non è una panacea, ma occorre valutarla

Ho letto l'intervento di Valditara su Italia oggi e vorrei proporre una riflessione: mi pare che per il piano triennale, tra l'altro previsto a fine gennaio, non ci siano molti spazi. Certo, magari faranno qualche immissione in ruolo con la ricostruzione della carriera, ma non credo che questo possa dare una svolta al problema dei precari...


Ormai ci siamo abituati da tempo, da Destra come da Sinistra ai tagli che, in un modo o nell'altro, falcidiano, per esigenze di bilancio, le risorse destinate alla scuola che, sempre, nonostante i proclami è stata ed è (forse lo sarà) la cenerentola dei "disegni politici italiani".


Valditara cosa fa? Propone una soluzione, magari ampiamente discutibile, del problema del precariato: immettere in ruolo 90.000 persone col blocco della ricostruzione della carriera (un blocco temporaneo, non eterno, attenzione!). E giù botte, frustate, sberleffi e pernacchie...


Ok, ok, lo stipendio risulterà ridotto, ma sempre uguale a quello che percepiamo, come supplenti annuali, finora. La differenza sarà di evitare i continui e penosi bivacchi estivi nei csa, le interminabili file nei sindacati per il rinnovo della domanda, le domande di disoccupazione e cose varie. Certo, lo stato ci guadagna, ma non pare che lo stato si sia fatto grossi problemi finora nel bloccare le immissioni in ruolo a data da definirsi, ricorrendo ad un esercito precario o nello stravolgere il sistema di reclutamento lasciando al palo tante persone che non ce l'hanno fatta per un soffio. Ripeto, la proposta Valditara non è una panacea, ma le prospettive ci spingono a valutarla.


A chi dice che si tratta di propaganda elettorale io rispondo: ok, sarà anche così, ma amici, Valditara è un senatore, mica un candidato alle regionali. Se lui bluffa, peggio per lui.. chi cavolo lo voterebbe in tal caso? Siamo o no liberi pensatori di sinistra?


Mettiamolo alla prova allora, vediamo o no se ha veramente l'appoggio della maggioranza, del suo stesso partito e se è solo un mitomane in cerca di visibilità. Abbiamo dato credito a chiunque, abbiamo gioito e sofferto in passato, ma siamo ancora qui. Io dico, apriamo gli occhi: rinunciamo temporaneamente a un nostro diritto, (e questa è una cosa odiosa)... Ma tra i nostri diritti il primo è quello alla stabilità occupazionale e alla tranquillità. Poi un domani punteremo i piedi sulla ricostruzione della carriera. Del resto, due sono le possibilità: vince la Sinistra che, avendo preso parte attiva nel condannare Valditara, saprà concederci la ricostruzione immediata della carriera, oppure vince la Destra che, in quel caso, avendo noi firmato un contratto specifico, con precisi impegni, non potrà certo negare la ricostruzione della carriera .... pena mobilitazioni in massa. Attenzione, forse non ci avete pensato, le mobilitazioni del personale di ruolo sono più simpatiche per i sindacati, e sono più preoccupanti per lo stato. Allora discutiamone, senza pregiudizi. Certo, meglio sarebbe stato partire dal 2005, ma ho l'impressione che il blocco della ricostruzione della carriera vada ad intaccare dei capitoli che solo una legge finanziaria può incidere (questo per legge, non per capriccio, almeno credo).

 

(Pietro. Intervento dal Forum del M.I.I.P. www.precari.org)

Valditara come il pifferaio magico di Hameln? La c.d. Valditara non è seria !

Fermiamoci un istante e ragioniamo sui fatti. Non esiste una proposta o un’ipotesi scritta Valditara. Stiamo ragionando (?) su un articolo di giornale nemmeno ripreso dai maggiori quotidiani. Valditara non è il Governo, non è Moratti, non è nemmeno il suo partito. La c.d. proposta Valditara nei contenuti non è seria. Ha ZERO possibilità di essere accettata dai sindacati che rappresentano i colleghi di ruolo. Se lo facessero precluderebbero qualsiasi possibilità di aumenti – per i loro rappresentati - in occasione dei rinnovi contrattuali per i prossimi anni. I tempi della c.d. proposta Valditara parlano del 2006! Saremo in situazione di elezioni. Che serietà ha una promessa oggi per allora? Pochi, maledetti e – soprattutto - non subito? In cambio di nostri diritti attuali! Qualcuno scrive: “Assunzioni, precari pronti all’intesa”. I precari hanno comitati, coordinamenti, movimenti, associazioni. Non hanno LORO sindacati. D’altronde, i sindacati della scuola sono deboli perché la categoria è poco sindacalizzata, individualista (non è una critica), debole oggettivamente (gli scioperi costano, hanno poche adesioni, non bloccano nessuna produzione o servizio pubblico). L’ipotetica disponibilità all’intesa è forse individuale, emotiva e costituisce il riflesso della disagiata condizione di precarietà. Una specie di resa senza condizioni. Perché?


Cosa possiamo fare? Mantenere fermissime le richieste di fine del precariato e passaggio in ruolo senza illusioni di svendite e sconti. Continuare a denunciare la nostra situazione che si ripercuote anche negativamente sui poveri alunni. Facciamoli parlare, i politici, e diciamoci – a ragione e strumentalmente – sempre insoddisfatti. Attacchiamoli sui giornali. Proviamo a fare un fermo comunicato negativo: non ci vendiamo per un piattino di lenticchie! V.P.


(C.D. Dal forum della Gilda sul precariato)

 


Ma l'opposizione dice: “Lavoriamo insieme per l’ attuazione della L. 143/2004”
Intervista all'onorevole Alba Sasso (DS)


“E’ una scorciatoia che divide e che fa presa sulla disperazione delle persone.
Siamo disponibili a lavorare insieme per un piano di attuazione della Legge 143, che non leda i diritti costituzionali.”



Onorevole Sasso, come valuta la proposta del senatore Valditara di assunzione immediata di 90.000 precari, in cambio della dilazione di 5 anni della ricostruzione della carriera?

E’ indubbio che il problema del precariato rappresenti una dura realtà e per i docenti coinvolti e per tutto il sistema dell’ istruzione. La mancanza della continuità didattica mina le garanzie per tutti i soggetti interessati. Questa proposta è prima di tutto una scorciatoia rispetto alla Legge 143 che stabilisce un piano triennale di nomine.

Inoltre…

Intanto aspettiamo la formalizzazione dell'ipotesi. Ma a me pare che la proposta sia anticostituzionale: non possono infatti coesistere soggetti che abbiano diritti diversi. Inoltre, il risparmio per lo Stato sarebbe davvero irrisorio. Mi sembra un progetto che divide più che unificare e che purtroppo fa presa sulla disperazione delle persone, le quali sono disposte a cedere dei propri diritti, in nome del principio “meglio questo che niente”. Invece lo Stato ha un obbligo a cui non può derogare: garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti.

Quale proposta, allora, da parte dell'opposizione?

Noi siamo disponibili a lavorare insieme per la soluzione del problema del precariato. Siamo disposti a lavorare insieme per attuare il piano della legge 143/2004. Non dimentichiamo che l'art. 1 bis [1] di quella legge è stato un nostro emendamento, accolto dal voto parlamentare. Certo, non possiamo dimenticare che la Finanziaria 2005 non ha messo in cantiere nulla per l’ attuazione del piano di assunzioni previsto appunto dalla 143.

Come vede il futuro per questo problema?


Se non si interviene con misure attuabili, il precariato aumenterà in maniera esponenziale, per questo ribadisco la nostra disponibilità ad un tavolo di lavoro che verifichi l'attuazione del piano di assunzioni, secondi principi che non ledano i diritti costituzionali.

[1] Legge143/04 Art.1-bis.
1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze, è adottato, entro il 31 gennaio 2005, nel rispetto di quanto previsto dal comma 2, un piano pluriennale di nomine a tempo indeterminato che, nel corso del prossimo triennio, consenta la copertura dei posti disponibili e vacanti.

 

 

 

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