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Numero 2 - Febbraio 2013
Numero 2 Febbraio 2013

Scuola, grande assente ingiustificata

Elezioni: le proposte dei politici sulla scuola


27 Gennaio 2013 | di Renza Bertuzzi

Scuola, grande assente ingiustificata
Sarebbe stato bello e stimolante aprire questo numero del giornale (quasi tutto dedicato ai temi della scuola, in relazione alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 ) con una analisi puntuale e articolata delle posizioni dei vari raggruppamenti politici sulla scuola. Invece così non sarà - e non certo per nostra responsabilità- perchè ancora una volta i politici, tutti, di scuola non parlano. O ne parlano senza serietà e convinzione. Non possiamo quindi perderci nelle retoriche (quando va bene) e nelle prospettive inquietanti (quando va male), possiamo invece mostrare ancora una volta ai colleghi la povertà progettuale di una classe politica che si presenta al voto senza idee per il futuro collettivo, ma piena di idee per il proprio futuro.

Sulla scuola si passa dalla retorica buona per tutti gli usi (e le alleanze) dell' Agenda del Presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, per la compagine che lo sostiene ''La scuola e l'università sono le chiavi per far ripartire il Paese e renderlo più capace di affrontare le sfide globali'' ecc...; alle proposta di valutazione del servizio offerto alle famiglie ( !), non alla Repubblica , senza farsi mancare '' la valorizzazione del ruolo dei docenti'' della PDL; alla curiosa ( si fa per dire) idea sulla gestione della scuola, espressa al punto 8 della propria carta d' intenti, in cui parlando di '' beni comuni'' ( tra cui è contemplata l' istruzione) si dice [...]Per tutto questo, introdurremo normative che definiscano i parametri della gestione pubblica o, in alternativa, i compiti delle autorità di controllo a tutela delle finalità pubbliche dei servizi.'' A questo proposito, il Coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, ha così risposto al Candidato premier Pierluigi Bersani: ''i beni pubblici possono rimanere tali solo se vengono gestiti e curati in prima persona da Enti pubblici, tra i quali personalmente riconosco, come primo garante, lo Stato.
La Costituzione ( secondo comma dell'art. 33 Cost.,) afferma che 'la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi'. Allo Stato quindi compete, in via generale, la predisposizione dei mezzi di istruzione e la creazione delle norme generali in materia. In più, lo Stato ha anche dopo la non felice Riforma del Titolo V, della Costituzione funzioni di controllo e di garanzia (ai sensi dell'art.117 della Costituzione) sui livelli minimi essenziali delle prestazioni e sui diritti civili e sociali che devono essere uguali su tutto il territorio nazionale. Perchè dunque, parlare di gestione pubblica dell' Istruzione e, in alternativa, di autorità di controllo a tutela delle finalità pubbliche? Si sta forse pensando ad una cessione dell' Istruzione ad agenzie private? Perchè, e con quale scopo?''.

E finiamo, tacendo per carità di patria, su liste ingarbugliate che elencano obiettivi sulla scuola, alcune anche con errori ortografici ...

Il fatto è che- come notava Nicola Rossi sul '' Il Sole 24 Ore''- la politica, dopo le ideologie, che nel bene o nel male rappresentavano modelli e programmi politici e -aggiungiamo noi- visioni del mondo, oggi si presenta con le Agende che- parole di Rossi- sanno più di proclami che di programmi. Di cose da fare, più che di progetti motivati e argomentati.

La scuola dunque- ahinoi- non rientra in nessun progetto a lungo termine, articolato, e rivolto al futuro collettivo. Dunque tutto è perduto? Beh, consapevoli che il discrimine tra illusioni e fiducia è sempre molto labile, senza illuderci- come non abbiamo mai fatto- ma con la tenacia della fiducia- crediamo che qualcosa si debba ancora fare. Per esempio, ricordare a tutti noi alcuni, i più impellenti ( non tutti, ovviamente, chè sarebbero una moltitudine) dei problemi aperti per il nuovo Governo, analizzati nelle pagine interne di questo numero
1) Orario di lavoro dei docenti
2) Autonomia e organi collegiali
3) Precariato
4) Nuovi sistema di formazione e reclutamento
5) Valutazione ( docenti e scuole)
6) Applicazione dei principi europei .

Ancora, presentare al nuovo Governo alcune richieste, che sono il frutto di una lunga riflessione all' interno della Gilda e che scaturiscono da un' esperienza di scuola, vissuta giorno per giorno, a contatto con i problemi dei docenti. Si tratta di richieste che rappresentano anche- a nostro avviso- delle soluzioni. Siamo pronti a discuterne, liberi, come sempre è stata la Gilda, da alleanze preconfezionate, perchè il tempo del futuro e della sopravvivenza di un Paese stringe ed è arrivato il momento di fare cose serie. E nessuno può sottrarsi.


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Numero 2 - Febbraio 2013
Direttore Responsabile: FRANCO ROSSO
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Hanno collaborato a questo numero:
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