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Numero 4 - Settembre 2019
Numero 4 Settembre 2019

(Com)battere l’ignoranza

L'ultimo libro di Fabrizio Tonello per capire e affrontare questo mondo sempre più confuso, incomprensibile, violento, in una parola ignorante


27 Agosto 2019 | di Renza Bertuzzi

(Com)battere l’ignoranza Al momento giusto arriva nelle librerie il uovo libro di Fabrizio Tonello “Democrazie a rischio. La produzione sociale dell’ignoranza”, Pearson Editore. Il momento, vien da dire obbligato, per mettersi a tavolino e cercare di sciogliere i nodi aggrovigliati di questo “nuovo mondo”, che avanza a grandi passi, sradicando concetti e valori consolidati.
 
Un nuovo mondo, in cui predomina l’ignoranza scientemente prodotta da processi di vario genere. Il precedente libro di Tonello (2012) si intitolava L’età dell’ignoranza, recensito nel numero di maggio 2017 di questo giornale e già da allora l’autore si chiedeva come sia possibile una democrazia senza cultura.
Oggi quella domanda è diventata una certezza: una democrazia senza cultura non è tale, un potere che alimenta l’istinto e l’emotività (cattivi) non può che generare distruzione mentale e politica.
Ripresi in parte quei temi e ampliata e approfondita l’analisi della situazione generale, Tonello raccoglie la sfida, vincendola, di rappresentare a largo raggio tutti gli elementi che concorrono, così deformati, a distruggere pezzo per pezzo la democrazia. Il punto di partenza è lo stato di rischio in cui il mondo vive oggi, la Risikogesellschaft su cui molto ha scritto e ragionato il mai abbastanza compianto Ulrich Beck, e l’incapacità dei governi e delle società di cercare rimedi ai pericoli dell’intero pianeta. Anzi, afferma Tonello nell’introduzione, il quesito è più estremo “Perché alcune società prendono decisioni disastrose?” Decisioni tali da rinvigorire processi che, ben lontani dal portare aiuto alle crisi, agiscono al contrario per accelerare fenomeni di distruzione totale come sembra sia avvenuto sull’isola di Pasqua, autodistruttasi per ingordigia umana. O come è successo in diverse società umane, di cui si parla nel saggio di Jared Mason Diamond, Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere, Einaudi,Torino 2005, citato nel capitolo 11.
Tutte comunità - afferma Diamond - che avevano trovato il modo di sopravvivere in ambienti ostili e che, a un certo punto, hanno subito un collasso perché i loro meccanismi di decisione collettiva non sono riusciti a trovare una soluzione alle sfide ambientali.
 
Siamo dunque sulla soglia di non-ritorno verso una distruzione globale? Lasciamo in sospeso la risposta fino a che il testo di Tonello non sia stato ampiamente letto e meditato e seguiamo il percorso del suo ragionamento.
 
I punti base da cui partire sono le scelte politiche di votare presidenti come Trump o decidere referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa (aggiungiamo noi la recentissima nomina di Boris Johnson, considerato il Trump inglese, a Primo ministro in Inghilterra), le quali hanno reso ”chiaro che l’imbarbarimento del mondo che ci circonda è strettamente legato alla distruzione non solo delle risorse naturali, ma anche delle capacità di autogoverno su cui il mondo industrializzato aveva costruito la propria fortuna.
Questi due eventi sono stati percepiti come segnali che la stessa democrazia rappresentativa era in crisi, in via di cedimento sotto la pressione di processi tecnologici che avevano travolto non solo i media tradizionali, ma soprattutto la capacita collettiva di distinguere la verità da menzogne grossolane” (pag. VIII).
 
Quali dunque i quadri di una rappresentazione completa dello stato di sicura debolezza sociale e politica?
 
Il percorso dell’autore parte dal punto nodale: il rapporto tra competenza e democrazia, sviscerando le caratteristiche di un regime democratico, spesso identificate solo con le regolarità di elezioni. Non è così, altre e più numerose sono le condizioni che rendono effettiva la democrazia, delle quali sarebbe bene avere cognizione. Poi, viene analizzato il funzionamento dei media mondiali e descritte le trasformazioni nei comportamenti sociali, causate prima dalla televisione e poi dall’ascesa dei social media alla luce degli studi di due importanti sociologi come Erving Goffman eJoshua Meyrowitz; si passa quindi ai processi di infantilizzazione degli adulti che contribuiscono a spiegare la volgarità e la violenza dei di- battiti in rete.
Poi le post verità e le fax news e soprattutto il problema del “divorzio” tra competenza e rappresentanza nelle democrazie consolidate. Come mai una generazione di outsider politici come Berlusconi, Schwarzenegger o il nuovo presidente ucraino Zelensky hanno creato una nuova forma di rappresentanza, più vicina al ruolo dell’attore che a quello del politico? "Il loro compito è rappresentare emozioni più che classi sociali, stati d’animo più che programmi di governo e, per il momento, lo hanno fatto e lo fanno con successo.”(pag. X).
Dove dunque può il cittadino acquisire le competenze necessarie per condurre una vita decente e familiarizzarsi con i meccanismi della democrazia se non a scuola? Benché trascurata nei finanziamenti e maltrattata dai politici, la scuola rimane un’agenzia educativa forte: i giovani ci devono andare, devono rispettare gli orari e, sia pure mugugnando, devono fingere di ascoltare le lezioni e sottoporsi agli esami.” (Pag. X).
 
La scuola, dunque, è la protagonista del capitolo 7, la scuola non luogo di animazione ma luogo in cui vengono educati lo spirito critico e il desiderio di conoscenza. Qui Tonello ne vaglia a fondo la situazione, gli scarsi risultati degli studenti nelle rilevazioni OCSE- PISA, le difficoltà nelle competenze di base, come la lettura e la matematica.
 
Si sofferma anche sulla sua funzione, sulla necessità che debba essere lo Stato a fondare e finanziare la scuola di massa, una scuola che formi cittadini e non reclute (in relazione al caso della professoressa di Palermo di cui tratta anche il fascicolo al- legato a questo numero del giornale). A questo proposito, l’autore ricorda la dizione dello stato giuridico dei docenti “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”(D.L. 16 aprile 1994, n. 297, parte III, titolo I, capo I). Citazione che ci fa molto piacere, poiché, pressoché ignorata da tutti coloro che si occupano di scuola, è stata sempre difesa dalla Gilda e solo dalla Gilda. Ci piace pensare che Fabrizio Tonello l’abbia ripresa anche dalla nostra rivista, con cui collabora generosamente e dalle nostre conversazioni.
 
Concludono questo testo interessante le riflessioni sulle disuguaglianze nel mondo e sulle difficoltà di autogoverno delle democrazie: “il mondo diventa sempre più confuso, incomprensibile, violento, in una parola ignorante”, pag XI
 
Un testo dunque che fa la sua parte nel cercare di battere l’ignoranza; un libro da raccogliere e da rilanciare.
 
 


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Numero 4 - Settembre 2019
Direttore Responsabile: FRANCO ROSSO
Responsabile di Redazione: RENZA BERTUZZI
Comitato di Redazione:
Vicecaporedattore: Gianluigi Dotti.
Antonio Antonazzo, Piero Morpurgo, Fabrizio Reberschegg, Massimo Quintiliani.
Hanno collaborato a questo numero:
Giovanni Carosotti, Alberto Dainese, Frank Furedi, Marco Morini, Adolfo Scotto di Luzio, Fabrizio Tonello, Ester Trevisan.