Novembre 2003
MENSILE DELLA FEDERAZIONE GILDA-UNAMS

  

 

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Non solo RSU, ma anche RSU

di R. Bertuzzi

 

 

Da tempo ormai la scuola ci ha abituato a molte sorprese. Da tempo, abbiamo capito come, per questa Istituzione, le cose non si stessero mettendo bene. Per niente. Dalla passata legislatura non solo ci resta una scuola azienda, con un governo dirigenziale che vira molto spesso verso un potere assoluto, ma ci resta anche una scuola che ha allentato la fisionomia di “istituzione pubblica” a cui - per mandato costituzionale - spetterebbe la formazione dei nuovi cittadini della Repubblica. Una scuola che, con rammarico crescente, vediamo assomigliare sempre più ad un luogo anonimo di accoglienza, che ad un ambiente che vive di cultura e di cultura si alimenta. Da questa legislatura non ci attendiamo nulla di buono. Fatti certi – e non più solo segnali - ci dicono che la politica della Legge 53/ 2003 (voluta in antitesi con la Legge 30 del ministro Berlinguer) ha alcuni obiettivi a cui tiene molto. 

 

COME TI ATTUO LA RIFORMA…
Breve sintesi del primo decreto attuativo della legge n° 53 di riforma della scuola
di S. Gnech

 

La legge n° 53 del 28 marzo 2003, conosciuta come Riforma Moratti, è una legge molto scarna. E tale vuole essere. Perché la riforma del Titolo V della Costituzione, che ha conferito “soggettività” alle regioni e agli enti locali, ha tracciato uno spartiacque. Uno spartiacque ampio, che segna una netta demarcazione fra un prima e un dopo. E il dopo vede lo Stato presente, nel panorama dell’istruzione, solo, per così dire, a monte e a valle del sistema. Con funzioni che possono essere genericamente definite di indirizzo e di controllo.

 

Il cavallo di Troia: come riformare e risparmiare sugli organici

a cura di A. Scebba

 

 


Datori di lavoro, lavoratori e RSU: un altro dei “misteri gaudiosi” del pianeta scuola

Redazionale

Da tempo, cioè da quando i Presidi e i Direttori Didattici hanno avuto la tanto agognata “dirigenza” diventando Dirigenti Scolastici, abbiamo sentito anche nella scuola parlare di “datori di lavoro”, e l’abbiamo visto anche scritto su documenti ufficiali. Essi firmano contratti di lavoro e rappresentano la “controparte” del personale nelle contrattazioni con le RSU. Insomma, sono “altro” rispetto a noi insegnanti. E’ perciò strano - ai limiti della legalità - che diversi sindacalisti che rappresentano i lavoratori siano anche Dirigenti Scolastici. Avviene cioè che, nelle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro, siedano, a sostenere le rivendicazioni dei docenti, persone che poi nella scuola rappresentano la controparte. In pratica l’Agnelli di turno che rappresenta i metalmeccanici nelle trattative sindacali con la FIAT. Ma a questa anomalia, purtroppo, gli insegnanti si sono ormai abituati. E’ una novità assoluta, invece, la presentazione di liste della associazione dei Dirigenti-datori di lavoro alle elezioni delle rappresentanze del personale docente e ATA, cioè alle elezioni RSU di dicembre.
 

 

Dialogo tra un precario storico e un docente a tempo indeterminato nella sala insegnanti di un liceo di provincia
di A. Nardelli

 

PS: Non ne posso più! Ci trattano come i cafoni di Fontamara.
DTI: Ma... via, siamo stati tutti precari, io sono passata di ruolo dopo otto anni…
PS: Solo otto? Niente in confronto a me! Questo è il mio dodicesimo incarico! E il futuro è buio: altro che immissione in ruolo; qua tra un po’ licenziano anche voi!

 


 

 

Per scaricare i manifesti clicca sulle immagini
 

 

Devoluzione virtuosa

Ecco alcuni esempi di devoluzione virtuosa. La Lombardia (con il Centro Studi nazionale della Gilda), la Puglia, il Veneto dimostrano, con i loro esempi di operatività, che si può alimentare la riflessione (e l’azione) sui temi fondamentali per la nostra professione e per le nostre condizioni di lavoro. Nelle regioni della Gilda si ragiona, si discute e si agisce.

In Lombardia Convegno con il Centro Studi
Vivere la scuola. Perché l’Insegnante scoppia. Burn-out e disagio professionale


In Puglia convegno regionale di formazione
La R.S.U. nella scuola: punto e accapo”


In Veneto Manifestazioni

Oggetto: la Riforma della Scuola e la Riforma delle pensioni

 


La terza via
di A. Scebba

 

Definire lo stato giuridico di una categoria professionale senza consultarla, significa di fatto, non considerarla categoria professionale. Di conseguenza o il governo fa la legge senza consultarsi con nessuno (potrebbe fare la solita parata tipo “stati generali”) oppure si deve confrontare con gli attuali sindacati (rappresentativi contestualmente di categorie diverse - docenti, ata e dirigenti - con esigenze e rivendicazioni differenti). Sindacati che non hanno alcun interesse alla costituzione di un nuovo stato giuridico dei docenti per via legislativa e non per via contrattuale. Ancor più se poi la stessa legge va a toccare gli attuali meccanismi di rappresentatività, istituendo un’area separata, che li danneggerebbe. Ecco, allora, che diventa necessario uscire dalle solite logiche, identificando una terza via.

 

 

Lettera ad un Professore appena nato…
di G. Bonaccorso

 

Caro giovane professore,
non saprò mai quale evento abbia prodotto, repentinamente, il processo abortivo della tua vocazione. C’erano tutti gli elementi che sembravano condurti verso l’esercizio brillante della professione docente. I tuoi genitori di estrazione borghese, benestanti, timorosi che i tuoi slanci adolescenziali si perdessero in professioni libere rischiose, depositarono dentro di te, con dolce coercizione, l’amore per una professione ricca di tradizione, di grande efficacia sociale, con tante vacanze che lasciavano spazi infiniti per la famiglia, per i figli, qualche piccola rendita da coltivare.

 


Frammenti

Bonus
di S. Borgarelli

 

Duole doverlo dire, ma anche un classico del Novecento com'è ritenuto (a torto?) Montale, non aveva capito gran che di come sarebbe cambiato il mondo qualche anno dopo il suo secolo. Era convinto, il poeta degli Ossi di seppia, che il Male s'incontri quasi a ogni passo che si fa - Spesso il male di vivere ho incontrato, scriveva - mentre il Bene richiederebbe circostanze straordinarie - "Bene non seppi, fuori del prodigio" eccetera. Niente di più sbagliato. Si può comprendere tuttavia l'errore del poeta, costretto a ragionare senza la dovizia di termini oggi sul mercato.

 

 

Pubblichiamo, su richiesta dei colleghi di Napoli, questa diffida. Insomma, facciamo già tendenza!

 


A tutti i docenti

Si rende noto a tutti i colleghi che gli unici luoghi della provincia di Napoli in cui viene effettuata informazione e consulenza sotto la diretta responsabilità dei dirigenti provinciali della Gilda degli Insegnanti sono le sedi di Napoli (Via Toledo 210 – Tel. 081-7944165) e di Pozzuoli (Via Magazzini 17 - Tel. 081-5264483). Si diffida pertanto qualsivoglia persona o gruppo di persone a spendere abusivamente il nome della Gilda degli Insegnanti informando altresì che ogni abuso verrà perseguito a termini di legge.

Napoli, 20 ottobre 2003
Gilda degli Insegnanti Napoli

 

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PROFESSIONE DOCENTE
Mensile della FEDERAZIONE GILDA-UNAMS

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GILDA DEGLI INSEGNANTI

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