Novembre  2003

     

Datori di lavoro, lavoratori e RSU: un altro dei “misteri gaudiosi” del pianeta scuola *

Da tempo, cioè da quando i Presidi e i Direttori Didattici hanno avuto la tanto agognata “dirigenza” diventando Dirigenti Scolastici, abbiamo sentito anche nella scuola parlare di “datori di lavoro”, e l’abbiamo visto anche scritto su documenti ufficiali. Essi firmano contratti di lavoro e rappresentano la “controparte” del personale nelle contrattazioni con le RSU. Insomma, sono “altro” rispetto a noi insegnanti.

E’ perciò strano - ai limiti della legalità - che diversi sindacalisti che rappresentano i lavoratori siano anche Dirigenti Scolastici: il segretario della CGIL, Panini, è un “datore di lavoro”, e così anche dei dirigenti SNALS. Sarebbe un po’ come se la Federazione italiana operai metalmeccanici eleggesse, come segretario generale, uno come Umberto Agnelli (tanto per fare un esempio) e come se la FIOM accettasse di rappresentare contemporaneamente gli operai e la Confindustria. Ma ciò che per la FIOM è considerato da tutti improponibile, nel comparto scuola avviene. Avviene cioè che, nelle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro, siedano, a sostenere le rivendicazioni dei docenti, persone che poi nella scuola rappresentano la controparte. In pratica l’Agnelli di turno che rappresenta i metalmeccanici nelle trattative sindacali con la FIAT. Oppure che, in una certa scuola, contrattino un R.S.U., eletto nelle liste di un certo sindacato, con un Dirigente Scolastico che ha in tasca la tessera dello stesso sindacato. Eppure, dal Contratto di lavoro del Comparto Scuola, sottoscritto dagli stessi sindacati omnirappresentativi, si evince chiaramente che il Dirigente Scolastico, in quanto rappresentante della Parte Pubblica è parte "datoriale". Ma a questa anomalia, purtroppo, gli insegnanti si sono ormai abituati.

 

E’ una novità assoluta, invece, la presentazione di liste della associazione dei Dirigenti-datori di lavoro alle elezioni delle rappresentanze del personale docente e ATA, cioè alle elezioni RSU di dicembre. In questo caso si tratta dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi, ora unione sindacale ANP-ANQUAP-CIDA) che si presenta alle elezioni come “Una lista per l’alternativa”, tirandosi dietro qualche microorganizzazione comprendente insegnanti, che dovrebbero rappresentare le “alte professionalità docenti”.


Quali sarebbero queste alte professionalità? Niente di meno che quei docenti che, per il particolare rapporto di fiducia, ottengono, nelle scuole, degli incarichi di collaborazione con il dirigente scolastico.


Già fino a questo punto, l’operazione appare di basso profilo e moralmente censurabile: i dirigenti scolastici dell’ANP nominano dei collaboratori, li promuovono sul campo “alte professionalità” e poi li arruolano, con tanto di quota d’iscrizione, nel loro sindacato. Ma non è finita qui, (controllare sul sito internet per credere: www.anp.it) ora hanno deciso di portare avanti, senza nessun pudore, il loro disegno. Abbiano pazienza i lettori se siamo ripetitivi: i presidi dell’ANP nominano le alte professionalità, le fanno iscrivere al loro sindacato, chiedono loro di presentarsi quali candidati per le RSU con le quali dovranno contrattare. Risultati sperati: nel migliore dei casi ottenere la rappresentatività anche nel comparto scuola e acchiappare un po’ di esoneri sindacali a spese dei sindacati degli insegnanti, nel peggiore dei casi, eleggere, in quante più scuole possibili, delle RSU con le quali svolgere una contrattazione “senza problemi”.


L’operazione tentata non ha precedenti negli ultimi trent’anni, ovvero da quando nel 1970 fu emanata la legge n. 300 conosciuta come lo Statuto dei lavoratori, con la quale si stabilì un esplicito divieto di costituire “sindacati di comodo”. Per rinfrescare la memoria dei distratti, riportiamo testualmente l’art. 17 della legge n. 300 del 1970: «è fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari, o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori».

I colleghi sappiano dunque che – al di là dei colleghi coinvolti o delle parole d’ordine dell’ANP – l’apparizione della lista dell’ANP-ANQUAP-CIDA ( per chi non lo sapesse: CIDA è l’associazione dei dirigenti d’azienda!) alle elezioni RSU di dicembre significa una indebita intrusione dei Dirigenti nella nostra libera attività sindacale...

 

 


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(Libera sintesi redazionale di contributi di Rino Di Meglio, Una sporca faccenda, da Samnotizie, Ottobre, 2003, di Riccardo Princi e del sito del Triveneto www.gildatriveneto.it).
 

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