 
Datori di lavoro, lavoratori e RSU: un altro dei “misteri gaudiosi” del
pianeta scuola *
Da
tempo, cioè da quando i Presidi e i Direttori Didattici hanno avuto la
tanto agognata “dirigenza” diventando Dirigenti Scolastici, abbiamo
sentito anche nella scuola parlare di “datori di lavoro”, e l’abbiamo
visto anche scritto su documenti ufficiali. Essi firmano contratti di
lavoro e rappresentano la “controparte” del personale nelle contrattazioni
con le RSU. Insomma, sono “altro” rispetto a noi insegnanti.
E’ perciò strano - ai limiti della legalità - che diversi sindacalisti che
rappresentano i lavoratori siano anche Dirigenti Scolastici: il segretario
della CGIL, Panini, è un “datore di lavoro”, e così anche dei dirigenti
SNALS. Sarebbe un po’ come se la Federazione italiana operai
metalmeccanici eleggesse, come segretario generale, uno come Umberto
Agnelli (tanto per fare un esempio) e come se la FIOM accettasse di
rappresentare contemporaneamente gli operai e la Confindustria. Ma ciò che
per la FIOM è considerato da tutti improponibile, nel comparto scuola
avviene. Avviene cioè che, nelle trattative per il rinnovo del
contratto di lavoro, siedano, a sostenere le rivendicazioni dei docenti,
persone che poi nella scuola rappresentano la controparte. In pratica
l’Agnelli di turno che rappresenta i metalmeccanici nelle trattative
sindacali con la FIAT. Oppure che, in una certa scuola, contrattino un
R.S.U., eletto nelle liste di un certo sindacato, con un Dirigente
Scolastico che ha in tasca la tessera dello stesso sindacato. Eppure, dal
Contratto di lavoro del Comparto Scuola, sottoscritto dagli stessi
sindacati omnirappresentativi, si evince chiaramente che il Dirigente
Scolastico, in quanto rappresentante della Parte Pubblica è parte "datoriale".
Ma a questa anomalia, purtroppo, gli insegnanti si sono ormai abituati.
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E’ una novità
assoluta, invece, la presentazione di liste della associazione dei
Dirigenti-datori di lavoro alle elezioni delle rappresentanze del
personale docente e ATA, cioè alle elezioni RSU di dicembre. In
questo caso si tratta dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi, ora
unione sindacale ANP-ANQUAP-CIDA) che si presenta alle elezioni come
“Una lista per l’alternativa”, tirandosi dietro qualche
microorganizzazione comprendente insegnanti, che dovrebbero
rappresentare le “alte professionalità docenti”. |
Quali sarebbero queste alte professionalità? Niente di meno che quei
docenti che, per il particolare rapporto di fiducia, ottengono, nelle
scuole, degli incarichi di collaborazione con il dirigente scolastico.
Già fino a questo punto, l’operazione appare di basso profilo e moralmente
censurabile: i dirigenti scolastici dell’ANP nominano dei collaboratori,
li promuovono sul campo “alte professionalità” e poi li arruolano,
con tanto di quota d’iscrizione, nel loro sindacato. Ma non è finita qui,
(controllare sul sito internet per credere:
www.anp.it) ora hanno deciso di portare avanti, senza nessun pudore,
il loro disegno. Abbiano pazienza i lettori se siamo ripetitivi: i presidi
dell’ANP nominano le alte professionalità, le fanno iscrivere al loro
sindacato, chiedono loro di presentarsi quali candidati per le RSU
con le quali dovranno contrattare. Risultati sperati: nel migliore dei
casi ottenere la rappresentatività anche nel comparto scuola e acchiappare
un po’ di esoneri sindacali a spese dei sindacati degli insegnanti, nel
peggiore dei casi, eleggere, in quante più scuole possibili, delle RSU con
le quali svolgere una contrattazione “senza problemi”.
L’operazione tentata non ha precedenti negli ultimi trent’anni, ovvero da
quando nel 1970 fu emanata la legge n. 300 conosciuta come lo Statuto
dei lavoratori, con la quale si stabilì un esplicito divieto di
costituire “sindacati di comodo”. Per rinfrescare la memoria dei
distratti, riportiamo testualmente l’art. 17 della legge n. 300 del 1970:
«è fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di
lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari, o altrimenti,
associazioni sindacali di lavoratori».
I colleghi sappiano dunque che – al di là dei colleghi coinvolti o
delle parole d’ordine dell’ANP – l’apparizione della lista dell’ANP-ANQUAP-CIDA
( per chi non lo sapesse: CIDA è l’associazione dei dirigenti d’azienda!)
alle elezioni RSU di dicembre significa una indebita intrusione dei
Dirigenti nella nostra libera attività sindacale...
*
(Libera sintesi redazionale di contributi di Rino Di Meglio,
Una
sporca faccenda, da Samnotizie, Ottobre, 2003, di Riccardo Princi
e del sito del Triveneto
www.gildatriveneto.it).
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