IN QUESTO NUMERO
Numero 4 - settembre 2026

L'ETERNO RITORNO

di Renza Bertuzzi

L'inizio dell'anno scolastico si ripresenta ogni volta uguale: stessi problemi, stessa burocrazia, stessi dirigenti. Come Ulisse nel suo *nostos*, gli insegnanti tornano sapendo già cosa li aspetta — prevaricazioni, violazioni contrattuali, tentati di alterare orari e diritti. Bertuzzi invita a non cedere alla stanchezza e al timore, ma a reagire con consapevolezza. Il numero offre un "pacchetto di difesa": conoscere il contratto, applicarlo, analizzare criticamente le novità pericolose come le riunioni a distanza e il welfare aziendale, e approfondire temi come il ritorno della lezione frontale e il riscaldamento climatico.

LE CONTINUE VIOLAZIONI CONTRATTUALI — UN ATTACCO ALLA PROFESSIONE DOCENTE

di Vito Carlo Castellana

A inizio anno fioriscono circolari illegittime che pretendono presenza obbligatoria dei docenti dopo le lezioni, o addirittura di riordinare gli ambienti. Castellana chiarisce: gli impegni degli insegnanti sono definiti dal contratto — lezioni frontali (18, 22+2 o 25 ore) e attività funzionali fino a 40+40 ore deliberate dal Collegio. La presa di servizio il 1° settembre è obbligatoria solo per incaricati annuali e trasferiti. Dietro queste violazioni c'è una trappola culturale: l'idea che insegnare sia una "missione" e non una professione, che ha delegittimato i docenti. Il rimedio è il contratto separato della docenza.

IL COLLEGIO DELLA LIBERTÀ

di Gianluigi Dotti

Il Collegio dei Docenti è l'organo sovrano della didattica, garantito dalla Costituzione: il dirigente scolastico ha lo stesso voto di ogni altro docente. Dotti ne ribadisce il ruolo contro la deriva aziendalista che trasforma le scuole in strutture di "governance gerarchica". Propone un Decalogo della legalità in 10 punti: convocazione con 5 giorni di preavviso, richiesta anche da un terzo dei docenti, delibere solo sui punti all'ordine del giorno, maggioranza assoluta dei voti espressi, proposte scritte, voti contrari motivati a verbale, approvazione del verbale, trasparenza, ruolo paritario del dirigente, impugnazione tramite TAR. Il Collegio in presenza è preferibile a quello a distanza.

PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITÀ

di Gianluigi Dotti

Il Piano Annuale delle Attività è una delibera fondamentale del Collegio di settembre (art. 43 CCNL 2019/2021). Il contratto stabilisce che sono i docenti — non il dirigente — a decidere come distribuire le 40+40 ore funzionali. Il Piano deve contenere date e orari esatti: indicazioni generiche come "settimana degli scrutini" sono illegittime. Il Collegio può modificare a maggioranza la proposta del dirigente. Sono da respingere le clausole che delegano al dirigente eventuali modifiche successive: il Piano si modifica solo con la stessa procedura collegiale con cui è stato approvato. Le attività non previste nel Piano non sono obbligatorie, e se eccedono le 40 ore devono essere retribuite.

RSU: LA FINE DELL'ANNO SCOLASTICO È GIÀ L'INIZIO DEL PROSSIMO

di Antonietta Toraldo

Le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) hanno un ruolo cruciale nel passaggio tra un anno scolastico e l'altro. A fine anno devono verificare la rendicontazione del FIS (Fondo d'Istituto), controllare che non vi siano variazioni arbitrarie rispett...

STATE A CASA… L'ACCORDO SULLE RIUNIONI A DISTANZA

di Simone Craparo e Patrizia Basili

Il 24 giugno 2026 è stato firmato l'accordo MIM-sindacati sulle riunioni collegiali a distanza (art. 44 CCNL 2019-21). L'accordo stabilisce che le scuole possono disciplinare nel proprio Regolamento d'Istituto lo svolgimento a distanza delle sedute deliberative, a condizione di usare piattaforme certificate con voto segreto garantito. La Gilda Unams ha firmato ma avverte: la modalità telematica non deve diventare automatica né ordinaria. Il rischio principale non è tecnico ma democratico: impoverimento del dibattito, perdita della dimensione sociale e relazionale, favorire l'individualismo contro la collegialità. I confronti "a margine" — quelli cruciali che avvengono prima e dopo le riunioni — spariscono del tutto.

ESAMI DI MATURITÀ 2026, UNA RIFORMA CONSERVATIVA

di Fabiana Fago

L'Esame di Maturità 2026 (ripristinato nella denominazione storica dal D.L. 127/2025) si è rivelato un "ossimoro istituzionale": nato con l'intenzione di restituire rigore, ha cristallizzato le debolezze strutturali della scuola. Il nuovo colloquio, con valutazione di competenze, curriculum e capolavoro, ha generato ansia da prestazione, scene mute, difficoltà nell'esposizione orale. Nei professionali i commissari hanno dovuto adattare autonomamente le prove. La riforma ha dimostrato che non si può valutare al termine ciò che non è stato costruito nel percorso. Ha però salvato l'essenziale: il rito di passaggio collettivo, laico e uguale per tutti, in cui lo Stato riconosce il titolo di studio a giovani cittadini.

INDICAZIONI NAZIONALI: LA SCUOLA DEVE TORNARE AI DOCENTI

di Giovanni Carosotti

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei hanno suscitato reazioni critiche soprattutto per le discipline umanistiche. Carosotti analizza un paradosso: il MIM ha affidato la revisione della didattica ad "autorità riconosciute" in campo disciplinare, sottraendosi alle proprie responsabilità. Il documento più rilevante — la Premessa di 30 pagine — rivela che l'obiettivo non è valorizzare i contenuti ma piegarli a logiche pedagogistiche: competenze, soft skills, digitale come paradigma cognitivo. Le sottocommissioni disciplinari sembrano non aver letto la Premessa. La conclusione: su questioni didattiche devono essere coinvolti i docenti delle scuole superiori in modo ampio e democratico, non scelti strumentalmente tra i sostenitori della riforma.

IL RITORNO DELLA LEZIONE FRONTALE

di Giuseppe Candido

Per oltre trent'anni la lezione frontale è stata demonizzata come "retaggio autoritario". Oggi l'Europa inverte la rotta. La Svezia ha lanciato il programma *Back to Basics* (2023-2024), finanziando libri di testo per ogni studente e vietando i dispositivi digitali nella scuola materna. Il Karolinska Institute ha certificato tre evidenze neurobiologiche: i digitali compromettono l'apprendimento, il cervello elabora diversamente carta e schermo, gli schermi sono inadeguati per i bambini 0-6 anni. In Francia si torna all'autorità del sapere; nel Regno Unito le *Knowledge-rich schools* dimostrano che la spiegazione chiara del docente ottimizza le prestazioni soprattutto per gli studenti svantaggiati. La psicologia cognitiva di Paul Kirschner spiega perché: la *Cognitive Load Theory* dimostra che l'apprendimento per scoperta sovraccarica la memoria di lavoro dei novizi.

CELLULARI A SCUOLA

di Mario Pomini

Una vasta indagine statistica di economisti americani (NBER) su quasi 5.000 scuole che hanno adottato armadietti magnetici per i cellulari porta conclusioni chiare. Il sistema riduce drasticamente l'uso del telefono in aula (dal 61% al 13% degli studenti che lo usano per motivi personali). Gli incidenti disciplinari aumentano nel primo anno ma poi spariscono. Il benessere soggettivo degli studenti cala inizialmente e poi migliora. I risultati scolastici rimangono sostanzialmente invariati, con modesti miglioramenti in matematica alle superiori. In Italia il ministero ha vietato gli smartphone con la circolare del giugno 2025, ma senza prevedere le risorse per gli armadietti necessari.

INTRODUZIONE DEL WELFARE AZIENDALE NELLA SCUOLA: MODERNIZZAZIONE O PRIVATIZZAZIONE?

di Roberto Rinciari

Il welfare aziendale introdotto con il CCNL 2024-2027 viene presentato come una conquista per i docenti, ma la Corte dei Conti ha lanciato un allarme: "l'espansione di strumenti privatistici finanziati con risorse pubbliche può ridurre la capacità dello Stato di garantire direttamente servizi essenziali". Il welfare non fa parte del salario, non incrementa la pensione, non compensa l'inflazione. Per la sola assistenza sanitaria sono stati stanziati 320 milioni annui per 4 anni a favore di un soggetto privato. Gli effetti reali: duplicazione di servizi già garantiti dal SSN, sottrazione di risorse alla retribuzione, rischio di privatizzazione "soft" della scuola. Siamo di fronte a due narrazioni incompatibili dello stesso fenomeno.

BLITZ PER AGGIRARE LA CORTE COSTITUZIONALE — L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA RITORNA

di Francesco Pallante

Dopo la sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale che aveva posto stringenti limiti all'autonomia differenziata, e dopo il referendum popolare dichiarato inammissibile dalla discutibilissima sentenza 10/2025, il governo ha sottoscritto nel novembre 2025 "intese preliminari" con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto su protezione civile, professioni, previdenza complementare e salute. Le intese sono perfettamente identiche tra loro (cambia solo il nome della regione), dimostrando che non rispondono a esigenze peculiari ma mirano all'accrescimento uniforme dei poteri regionali senza la necessaria istruttoria scientificamente validata. In ambito sanitario le competenze devolute rischiano di creare un sistema a due velocità, avvantaggiando le regioni del Nord.

BEL TEMPO SOLEGGIATO! PRESSIONI DAL BASSO PER CONTRASTARE IL RISCALDAMENTO CLIMATICO

di Enzo Scandurra

L'ondata di caldo globale pone definitivamente una pietra tombale sul negazionismo climatico. Ma gli appelli individuali (raccolta differenziata, docce fredde) non bastano: la causa principale è l'effetto Serra dovuto ai combustibili fossili, su cui si fonda gran parte dell'economia globale. Scandurra propone azioni dal basso: pressione su governi e media affinché il problema sia sempre all'ordine del giorno, candidati sindaci che mettano in cima ai programmi la mitigazione (stop all'asfaltizzazione, piantumazione, limitazione del traffico), riconversione ecologica degli edifici pubblici e delle rinnovabili. Il riarmo e le grandi opere inutili (Ponte sullo Stretto, nuove piste aeroportuali) sottraono fondi alla mitigazione climatica.

SUCCESSO O FALLIMENTO? PNRR: SIAMO SICURI DI AVERLO SFRUTTATO AL MEGLIO?

di Antonio Massariolo

Il 30 giugno 2026 è scaduto il PNRR, il fondo da 750 miliardi che avrebbe dovuto trasformare la scuola italiana. Il problema è che i dati ufficiali non sono ancora aggiornati: non si riesce a fare un monitoraggio serio. Massariolo porta casi emblematici: ad Asciano (SI) la vecchia scuola media è stata demolita ma quella nuova non è stata costruita; stessa situazione a San Polo d'Enza (RE) e a Campoformido (UD), dove i fondi PNRR risultano addirittura persi. Il meccanismo si è inceppato soprattutto nel passaggio più delicato: la vecchia scuola demolita, la nuova non realizzata. Non si tratta di bocciare il PNRR in toto, ma di chiedersi se sia stato davvero sfruttato al meglio.

LE STRADE DELLA FIABA DA RAPONE ALL'EUROPA — ARCHIVI VIVENTI E PEDAGOGIA DI COMUNITÀ

di Laura Marchetti

Un progetto PNRR (Missione 1) finanziato all'ETS "Le Strade della Fiaba" ha permesso di creare un Archivio digitale del Patrimonio immateriale di Rapone, piccolo paese della Basilicata di 700 abitanti. In tre anni di ricerca sul campo: 160 schede di analisi, 300 foto, oltre 100 video, decine di registrazioni sonore di narratori, cantori, artigiani. L'archivio è stato collegato a una rete internazionale che tocca Giugliano (città natale di Basile), Kassel (città dei Grimm) e Odense (città di Andersen). La fiaba popolare — anonima, collettiva, voce dei "popoli piccini" — è al centro di una "pedagogia di comunità" che genera consapevolezza, responsabilità e nuove possibilità di azione collettiva.

1961: GLI STUDENTI E I DOCENTI SOGNANO UN MONDO E UNA SCUOLA MIGLIORI

di Piero Morpurgo

Il 17 ottobre 1961 la polizia parigina attaccò una manifestazione pacifica di algerini annegandone circa 200 nella Senna. L'UNEF (sindacato studenti francesi) documentò la repressione; in Italia l'UNURI difendeva i valori della Costituzione e il diritto all'istruzione. In quel contesto, il 21 luglio 1961 fu approvata la legge che consentiva l'accesso all'università anche ai diplomati degli istituti tecnici. I documenti dell'UNURI delineavano una scuola e un'università democratiche, fondate sulla *libertas docendi e discendi*, sulla gratuità degli studi e sulla protezione mutualistica. Pasolini nel 1963 denunciava il colonialismo come "anacronistica violenza di una nazione su un'altra". Similitudini inquietanti con il presente.

CINEMA VS GUERRA

di Massimo Mirra

Prima puntata di una serie sul cinema antimilitarista. Fin dalle origini, il cinema ha saputo rappresentare la guerra non per glorificarla ma per denunciarne l'orrore e l'assurdità. Mirra percorre i capolavori del filone: *All'ovest niente di nuovo* (Milestone, 1930), primo film a ricostruire l'atmosfera delle trincee tedesche con precisione millimetrica; *La grande illusione* (Renoir, 1937), con Jean Gabin ed Erich von Stroheim, capolavoro antimilitarista nel segno della fratellanza tra nemici; *Il grande dittatore* (Chaplin, 1940), primo film a prendere di mira Hitler e Mussolini in chiave satirica, anticipando ciò che sarebbe accaduto. Oggi, con i conflitti russo-ucraino, israelo-palestinese e iraniano-statunitense, quel messaggio di pace universale sembra sempre più disatteso.

DUPLICE VITTORIA GIUDIZIARIA DELLA GILDA DEGLI INSEGNANTI

di Patrizia Basili

Due decreti immediatamente esecutivi dei Tribunali di Catania e Bari hanno dato ragione alla Gilda. Il Tribunale di Catania (luglio 2026) ha dichiarato antisindacale la condotta della Dirigente dell'I.C. "A. Malerba" per omessa informativa sulla contrattazione integrativa 2025/2026 e omessa verbalizzazione degli incontri sindacali. Il Tribunale di Bari (luglio 2026) ha sancito l'antisindacalità della Dirigente dell'I.C. "IV Novembre - Mercadante" di Altamura per mancata informativa, assenza di riscontro alle richieste formali e gestione opaca del FIS. Entrambe le sentenze ribadiscono che l'informazione sindacale è il presupposto indispensabile per la partecipazione consapevole: la governance scolastica non può essere gerarchica ma deve fondarsi sulla partecipazione di tutto il personale.

GIORNATA MONDIALE DELL'INSEGNANTE — AGGRESSIONI E PATTO SCUOLA-FAMIGLIA

di Veronica De Michelis

Il 5 ottobre 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell'Insegnante, la Gilda degli Insegnanti organizza al Centro Congressi Cavour di Roma un convegno sul tema: "Aggressioni e Patto Scuola-Famiglia: per una nuova centralità della funzione docente nell'istituzione scolastica". Tra i relatori: Flaminia Bolzan (criminologa), Nicola Gratteri (magistrato), Paolo Mieli (giornalista), Marco D'Eramo (scrittore), Lucio Ficara (La Tecnica della Scuola). Modera Gianluigi Dotti. Le aggressioni ai docenti sono l'effetto estremo del modello aziendale scolastico che ha trasformato i genitori in clienti, la scuola in erogatore di servizi e l'insegnante da intellettuale in facilitatore. Il convegno intende individuare soluzioni per ridare dignità intellettuale alla professione.

Numero 4 - settembre 2026
PROFESSIONE DOCENTE
Reg. Tribunale di Roma n. 257/90 del 24/04/1990

Direttore Responsabile
Vito Carlo CASTELLANA

Responsabile di Redazione
Renza BERTUZZI

Vice caporedattore
Gianluigi DOTTI

Comitato di Redazione
Patrizia BASILI, Giuseppe CANDIDO, Fabiana FAGO Gianfranco MELONI, Piero MORPURGO, Massimo QUINTILIANI

Hanno collaborato a questo numero
Giovanni Carosotti, Simone Craparo, Veronica De Michelis, Laura Marchetti, Antonio Massariolo, Massimo Mirra, Francesco Pallante, Mario Pomini, Roberto Rinciari, Enzo Scandurra, Antonietta Toraldo.

Chiuso in redazione il 14/08/2026
Stampa Romana Editrice - 069570199